Bruschetta

Ricettario Tipico

Insaporire una pietanza con un filo d'olio extravergine d'oliva voleva dire, per le donne salentine del passato, favorire una reciproca esaltazione, impartire una sorta di laica benedizione al cibo e augurare ai commensali un "buon appetito" che partiva dal cuore.

Bruschetta

 

Tagliate le fette dalla forma di pane casereccio alquanto spesse, abbrustolitele possibilmente alla brace del focolare, quel tanto che basta perché si formi una crosticina dorata su ambedue le parti (se non si ha il camino, va bene anche una piastra arroventata) e, dopo avervi strofinato spicchi di aglio, conditele con un composto, preparato per tempo, a base di pezzettini di pomodoro, il tipo più adatto deve essere te mpisa o te pendula, appesi ad una corda, della varietà che si conserva per l'approvvigionamento invernale, rucola spontanea, abbondante olio, rigorosamente extravergine d'oliva, e un pizzico di sale.


La varietà degli ingredienti è estremamente soggettivo, ma molto dipende dalla loro disponibilità sul mercato; per esempio, se i pomodori invernali sono introvabili si possono sostituire con quelli freschi, così come una spolverata di origano può prendere il posto della rucula spontanea.
Sulla fetta abbrustolita qualcuno sostituisce l'aglio, spalmando recotta scante, ricotta forte, sulla quale dispone qualche filetto di acciuga; l'accostamento è quanto mai invitante per bere un bicchiere dell'ottimo vino rosso locale. Qualcun altro vi mette melanzane tagliuzzate, precedentemente arrostite e macerate nell'olio e aceto, insieme ad una manciata di capperi, qualche pezzetto di tonno sott'olio, fette di pomodoro, foglie di rucola... e tanto altro ancora.
Se, insomma, al semplice pomodoro e al classico filo d'olio si aggiungono, per esempio, dadini di formaggio fresco, carciofini e peperoni sott'olio, la bruschetta diventa un antipasto alquanto sostanzioso, gradito indubbiamente dallo stomaco, estremamente invitante alla vista.