Lyrics & supersticious Beliefs

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The olive tree has been the inspiration for many in songs and poems.
Many linguistic expression concerning the olive tree and the olive oil production have been created. Many proverbs reveal the importance that the olive oil production has always had, from ancient times.

L'umanità dell'albero d'olivo

I popoli del Mediterraneo
cominciarono ad uscire dalla barbarie
quando impararono a
coltivare l'olivo e la vite
Tucidide

Olea prima omnium arborum est
L'olivo è il primo fra tutti gli alberi
Columella

Gli ulivi
sono fantasmi affollati
nelle distese di grano
oltre i lunghi filari delle viti.
Tanta polvere tanto sole
e la gola insecchita
porta a miraggi di sorgenti
nell'arida terra del Salento
dove le montagne si sognano
Ennio Bonea

Di tempeste c'è solo degli ulivi
uno sbattere stretto all'imbrunire
come le antiche bestemmie dei padri
ad ogni rivoluzione fallita
Lucio Romano

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La canzone dell'Ulivo/ The Olive Tree Lyric

A' piedi del vecchio maniero
che ingombrano l'edera e il rovo;
dove abita un bruno sparviero,
non altro,
di vivo;
che strilla e si leva, ed a spire
poi torna, turbato nel covo,
chi sa? dall'andare e venire
d'un vecchio balivo:
a' piedi dell'odio che, alfine,
solo è con le proprie rovine,
piantiamo l'ulivo!
L'ulivo che agli uomini appresti
la bacca ch'è cibo e ch'è luce,
gremita, che alcuna ne resti
pel tordo sassello;
l'ulivo che ombreggi d'un glauco
pallore la rupe già truce,
dov'erri la pecora, e rauco
la chiami l'agnello;
l'ulivo che dia le vermene
pel figlio dell'uomo, che viene
sul mite asinello [...].
Giovanni Pascoli

L'arvulu ti l'aulìa

Ma quantu sinti beddu,
arvulu ti l'aulìa,
cu 'ddi fraschi luciti,
ca parunu t'argientu,
ca brillunu a llu soli
e cantan'a llu vientu.
Mi pari 'nu gicanti,
a mienz'a tanta chianti
ti pricuechi e ti meli,
cirasi, fichi, peri,
ca sulu cu ti 'uardu,
mi sentu biviscère.
Tuttu tu ndi tai:
lu legnu pi lla naca,
lu vinchiu a llu pastori,
li palmi pi la paci,
la tàula pi lla croci.
Passunu puru sieculi
e tu non mueri mai,
sempri 'ntra lla campagna,
'ntra llu verdi stai.
Quandu po' eti tiempu
ti 'ccogghiri l'aulìi,
eti 'na festa crandi,
carosi e villanieddi
'rrivunu ti tutti vandi.
Ti quiddi aulìi neri
si spremi uegghiu finu,
servi pi l'Oliu Santu,
a mpicciari 'nu lampinu,
pi ccunzari li frisi
cu rienu e pumbitori,
ti veni 'nu suspiru
propria ti 'ntra llu cori,
ti sienti assa' prisciatu,
ti sienti 'nu signori,
ca quiddu uegghiu t'oru
e' propria 'nu tisoru.

L'albero d'olivo


Ma quanto sei bello,                      
albero d'olivo,
con quelle foglie lucide,
che sembrano d'argento,
che brillano al sole
e cantano al vento.
Mi sembri un gigante,
in mezzo a tante piante
di peschi e di meli,
ciliegi, fichi, peri,
che soltanto a guardarti,
mi sento rinascere.

Tutto tu ci dai:
il legno per la culla,
il pollone al pastore,
le palme per la pace,
il legno per la croce.
Possono passare secoli
E tu non muori mai,
sempre in campagna,
dentro il verde stai.
Quando poi è tempo
Di raccogliere le olive,
è una festa grande,
giovani e contadini
arrivano da tutte le parti.

Dalle olive nere
Si spreme olio fino,
serve per l'olio santo,
ad accendere un lumino,
per condire le frise
con origano e pomodori,
ti viene un sospiro
proprio da dentro al cuore,
ti sento molto contento,
ti senti un signore,
che quell'olio di oro
è proprio un tesoro.

Tempo di olive


Quando tutto tremava per il freddo
Pure le foglie degli ulivi,
All'alba mi ordinavano di aprire gli occhi
E di andare con le donne a raccogliere le olive.

A raccogliere olive ad una ad una
Erano necessarie due mani di pietra;
Inginocchiate come in chiesa,
Una schiena robusta come quella di un cavallo.
E quando suonava mezzogiorno
Un albero diventava una casa;
Sedevamo in cerchio, in mezzo un po' di fuoco
E mangiavamo pane, olive e cipolla.

In nessun tempo, passato e presente
È stata così buona l'acqua
E così dolce il cibo
E la terra incolta così soffice...

I cesti si riempiono piano piano,
Ne svuotiamo cento fino a sera,
A terra non resta neppure un'oliva...
A casa ci attende la cena di legumi.

La ccota de le vulìe
Ah uelì uelì uelà
ci si' palomma vera
m'ha ddire la verità.
Ah uelì uelì uelà
comu se ccojene le vulìe
cu la punta de la manu
lu pinzieri a llu panaru.
Ah uelì uelì uelà
comu se ccojene le vulìe
ci si' palomma vera
m'ha ddire la verità.
Ah uelì uelì uelà
comu se ccojene le vulìe
se ccojene a una a una
pe dispiettu a lla patrona.
Ah uelì uelì uelà
ci si' palomma vera
m'ha ddire la verità.
Ah uelì uelì uelà
l'antrata n'e' caduta
li debbiti rimanunu
le fimmene de quannu
e ci l'ha de pacà.

La raccolta delle olive / Olive Picking

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Ah uelì uelì uelà
se sei una vera colomba
devi dirmi la verità.
Ah uelì uelì uelà
come si raccolgono le olive
con la punta della mano
i pensieri al paniere.
Ah uelì uelì uelà
come si raccolgono le olive
se sei una vera colomba
devi dirmi la verità.
Ah uelì uelì uelà
come si raccolgono le olive
si raccolgono ad una ad una
per dispetto alla padrona.
Ah uelì uelì uelà
mi devi dire la verità.
Ah uelì uelì uelà
la raccolta le è caduta
i debiti rimangono
le femmine di quando
e chi le deve pagare.

 

Qui non vorrei morire dove vivere
mi tocca, mio paese
così sgradito da doverti amare;
lento piano dove la luce pare
di carne cruda
e il nespolo va e viene fra noi e l'inverno.
Pigro
come una mezzaluna nel sole di maggio,
la tazza di caffè, le parole perdute,
vivo ormai nelle cose che i miei occhi guardano:
divento ulivo e ruota d'un lento carro,
siepe di fichi d'India, terra amara
dove cresce il tabacco.
Vittorio Bodini

Cade a pezzi a quest'ora sulle terre del Sud
un tramonto da bestia macellata.
L'aria è piena di sangue,
e gli ulivi, e le foglie del tabacco,
e ancora non s'accende un lume.
Vittorio Bodini

L'amore era una lettera trovata
nel tronco di un olivo; l'amicizia
il capello spaccato in due, soffiato
nel vento; e la morte
il dente che si serba per il giorno
del Giudizio.
Vittorio Bodini

Con te
spegnere aloni a queste chiese,
dove gli olivi, i tralci e la profonda
argilla di noi offrono all'onda
in navigata eterne attese.
Vittorio Pagano

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Luce rubata


Ho preso stasera nelle mani stanche
la mia scodella di pomodori e cipolle
una frisella d'orzo
aperta come zolla quando piove.
Sono andato a mangiare sotto il fico
dietro la casa a un occhio di luna
e poca croce d'olio
luce rubata sulle dita pure.
Ho bevuto a lungo l'acqua alla cisterna
con la faccia affondata dentro l'otre
refrigerio di morti.
Ho pensato
a mio padre
le scure fatiche
a quel fermo immutato sereno.
Donato Moro

 

SUPERSTICOUS BELIEFS

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Our modern technological society is very suspicious of anything superstitious. For example, when you spilled oil on the table was a sign of bad presage, sprinkling salt on the ground and shouting against evil spirit.

Between the methods adopted by "macara" to identify if the child had the evil eye, there was that practiced with olive oil.
During the first phase the expert, in the presence of the child, preparing a cup of water and a cup of oil, here dipping your finger for three times. The drops were examined: if melted and dispersed meant that the evil eye was not there, but if they appeared in the middle, forming an eye, the mechanism of the malignant influence had been started.
A way of removing evil eye was a particular formula, accompanying it with a handful of blessed salt.

Olive oil served as fuel for lamps. In the parable of the ten virgins, five wise and five foolish, the foolish ones allowed the oil in their lamps to run out (Matt.25:3). The "lamp" is a symbol of the Word of God. The oil of the lamp is the indwelling Spirit of God. God's Spirit sheds illumination on the laws and commandments of God, giving us understanding and wisdom and knowledge. Without it, God's Word is a hopeless jumble of indecipherable riddles, paradoxes, and mysterious allegories. But God's Spirit opens His Word and His Law to our understanding, so we can grasp and obey them.
When a lamp was filled with olive oil, the wick maintained a steady flame until the fuel ran out. So it is with God's people. When we are filled with His Spirit, our spiritual light shines brightly and gives a steady, radiant light! (Matt.5:14-16). In New Testament times, it was customary for the bearer of the lamp to attach a small container of olive oil to one finger by means of a string, to safeguard against oil depletion and loss of light.
There is an ancient tradition that the "tree of life" in the Garden of Eden was an olive tree, reflection in the writing our local writers.